Riabilitazione propriocettiva
Si parla di riabilitazione propriocettiva nel momento in cui si ha la necessita di riprogrammare l’organismo del paziente a livello neuromotorio attraverso specifiche stimolazioni. Tale bisogno può palesarsi in seguito a un trauma che abbia minato il funzionamento dei recettori sensoriali, alterando quindi la percezione di spazio circostante e la capacità di trasmettere informazioni al Sistema Nervoso Centrale. In ogni caso, trattasi di una tipologia d’intervento che viene anche eseguita preventivamente o per ottenere migliori performance sportive.
La riabilitazione propriocettiva è volta a riacquisire appieno il controllo neuro-muscolare-articolare; la ginnastica di tipo propriocettivo prevede una stimolazione dei recettori periferici volta a migliorare la risposta dei muscoli per quanto riguarda la precisione del movimento e la velocità di esecuzione.

Strumenti per la riabilitazione propriocettiva
La riabilitazione propriocettiva avviene grazie all’ausilio di particolari strumenti, tra i quali:
- Tavoletta di Freeman: si tratta di un piano rialzato che poggia su una base. Se questa è semisferica, la tavoletta oscillerà in ogni angolazione spaziale, mentre se è rettangolare, la tavoletta oscillerà in avanti o all’indietro;
- Pedana propriocettiva: è un cuscino realizzato in gomma rigida, al cui interno c’è acqua o aria. Si deve fare attenzione a mantenere il proprio corpo in equilibrio, una volta appoggiata la propria caviglia, gamba, ecc. sullo strumento;
- Fitball: è una grossa palla di plastica piena d’aria, presente in quasi tutte le palestre per lo svolgimento di esercizi;
- Pavimento: è una superficie di cui tutti possono disporre, ma non per questo è meno efficace. Si possono svolgere molti esercizi mirati, volti alla riabilitazione propriocettiva, magari con l’ausilio di alcuni piccoli pesi.